CHIROMANZIA - LETTURA DELLA MANO

LO STUDIO DELLA MANO


La parola "chiromanzia" deriva dalle parole greche "chéir" (mano) e "mantéia" (divinazione). Si riferisce a un arte divinatoria fondata sull\'esame della mano. Lo scopo ultimo, però, non è soltanto la predizione del futuro ma una interpretazione che sveli carattere e inclinazioni di una persona.
La chiromanzia studia, quindi, la personalità di un individuo nel suo complesso e ne elabora uno schema che serve per orientare una persona nella sua vita presente e futura. Per ottenere questo risultato non ci si sofferma solo sulla semplice lettura delle linee di una mano. Si tiene presente la conformazione delle dita, del palmo e, quindi, si valuta la lunghezza delle dita e delle singole falangi in rapporto tra loro e col palmo, si esaminano le callosità e i "monti", si valuta la consistenza e il colore della pelle, si osservano i polpastrelli, le impronte, le creste cutanee e le unghie. Sono numerosi parametri che esulano dalla "chiromanzia" in senso stretto per assurgere a discipline quasi autonome come la "dattiloscopia" e la "chirognomica". Si devono conoscere, infine, anche altri fattori come l'età, lo stato psicologico, il mestiere o la professione della persona che chiede il consulto. Lo studio della mano è infatti, una sintesi dell'evoluzione di un individuo.

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CHIROMANZIA E FILOSOFIA

In ogni libro di Chiromanzia sono citati numerosi episodi storici che attestano quanto questa disciplina fosse tenuta in considerazione nell'antichità. Sembra certo, così, che sia in Grecia che a Roma essa fu conosciuta e applicata. Lo stesso Aristotele, uno dei padri della Filosofia antica, sembra essersene interessato nei suoi studi di medicina.
Egli si limitò, comunque, a mettere in evidenza il rapporto tra linea della vita e longevità.
Ma una leggenda vuole che, recatosi in Egitto, avesse trovato un manoscritto sulla chiromanzia che poi donò ad Alessandro il Grande. E' questo il motivo per cui proprio ad Aristotele fu tradizionalmente attribuito il merito di aver importato la chiromanzia dall'Asia all'occidente.
Ma egli non fu l'unico grande pensatore che si interessò ad essa. Si va da Antistene e Adamanzio fino ad Anassagora (che ne parla dal punto di vista anatomico), Plinio il Vecchio, Giovenale, Ippolito e Artemidoro di Daldio.

CHIROMANZIA NEI SECOLI

È certamente nel Medioevo che l'arte della chiromanzia conobbe il massimo sviluppo. Lo si deve soprattutto agli studi di Girolamo Cardano, che si innestarono sulla scia di altri illustri predecessori come Alberto Magno. In quest'epoca la chiromanzia fu esercitata prevalentemente da donne che spesso aprivano nelle città dei veri e propri studi in cui si recavano le persone desiderose di un consulto. Nel frattempo erano anche giunti in Europa gli zingari, popolazione di origine indoeuropea che vantava una grande tradizione magica.
Furono proprio loro che resero popolare l'arte della chiromanzia e ancora oggi ne sono in assoluto i maggiori depositari. Il primo trattato scritto di Chiromanzia comparve, però, solo nel XIX secolo per opera degli studiosi francesi D'Arpentigny e Desbarolles. Il loro merito fu quello di riordinare una materia che nei secoli si era notevolmente contaminata con pratiche che nulla avevano a che fare con l'arte degli antichi chiromanti. Essi ne rienunciarono le regole e riorganizzarono le sue equazioni simboliche. Insomma crearono alla chiromanzia una sistematica stabile.
Se ancora oggi la chiromanzia sopravvive e vi si rivolgono innumerevoli persone senza distinzione di ceto sociale nel tentativo di leggere il proprio destino tra le pieghe della mano ci devono essere dei precisi motivi, questo nonostante in ogni secolo abbia avuto i propri detrattori.