Iperico

Iperico

Prima parte

Il 21 Giugno 2013 si festeggia il giorno più lungo dell’anno, in questa data che coincide al solstizio d’estate, il Sole culmina allo Zenith. La Luna prepara la via alle nuove energie e apre il passaggio a un “tempo nuovo”. Si tratta di una data rilevante dal punto di vista astronomico, ma importante anche dal punto di vista della cultura e della tradizione. Le giornate Solstiziali d’Estate e d’Inverno nelle tradizioni precristiane erano sacre e ad esse sono legate molte feste e tradizioni vive ancora oggi.
“Solstizio” etimologicamente significa “il Sole si ferma” perché la sua elevazione zenitale non sembra cambiare da un giorno all’altro, è un fenomeno che dipende dall’inclinazione dell’asse terrestre. Si tratta del momento astronomico in cui il sole non si alza e non si abbassa rispetto all’Equatore celeste, in cui si verifica il giorno più lungo dell’anno e quindi la notte più breve, e che segna l’inizio dell’estate. Nell’esatto mezzogiorno astronomico le ombre degli edifici e dei pali scompaiono del tutto. Lo stesso fenomeno si ripete il 21 Dicembre 2013, giorno del solstizio d’inverno.
Ma, il giorno del Solstizio d’Estate è legato anche a una ricca serie di miti, leggende e feste, molti dei quali ancora molto vivi e seguiti in tutta Europa con grande attenzione, tradizioni importantissime per recuperare l’armonia coi ritmi della natura, con noi stessi e il mondo. Nell’antica Roma le giornate dei due Solstizi erano consacrate a Giano bifronte, il dio guardiano delle soglie e dei passaggi, il mese Gennaio deve il suo nome proprio a questa importante divinità, per l’ I’Ching ci riferiamo al “Cancello del Cielo”, l’importante porta energetica di passaggio cosmico. In epoca cristiana invece le figure di riferimento sono due; San Giovanni il Battista per il Solstizio d’Estate e l’Evangelista per quello d’Inverno. I popoli antichi chiamavano i due Solstizi “porte”: “Porta degli Dei o degli Immortali” quello invernale, “Porta degli Uomini” quello estivo. Grazie al fatto che il sole raggiunge il punto più alto del cielo, la tradizione ha sempre collegato questo periodo dell’anno con la comunicazione diretta fra visibile e invisibile.
In analogia l’I'Ching ci ricorda “Il Cancello degli Spiriti” che a livello temporale si spinge in direzione della primavera.
Secondo la tradizione è la festa più importante dell’anno. Durante questa giornata, si preparavano i portafortuna, si raccoglievano le erbe con potenti virtù curative. Gli antichi riti, servivano ad eliminare le influenze disarmoniche e nefaste: il famoso rito della raccolta della rugiada, il rito del bagno di San Giovanni, il rito del Fuoco acceso nella notte, il rito del bagno purificatore, il rito di rotolarsi nell’erba per sentirsi liberati da ogni male e, per le donne, garantirsi fecondità e bellezza.
Si credeva che le erbe raccolte in questa notte, potessero amplificare le loro virtù terapeutiche e magiche. Questa festa si rifà anche all’antichissima tradizione Celtica dei Sacerdoti Druidi.
Le più comuni erbe di S. Giovanni sono: l’Iperico, la Ruta, l’Eliotropio, la Camomilla, la Margherita, la Salvia, l’Edera terrestre, la Verbena, l’Artemisia, la Mandragola, la Felce. L’Iperico e l’Artemisia erano le erbe fondamentali per festeggiare questa giornata. L’Iperico per le sue potenti proprietà, tra le quali, quelle antidepressive. L’Artemisia, considerata una vera panacea per tenere lontani i guai. Era anche l’erba dei viandanti per le sue proprietà anti-fatica. Pensate che veniva inserita nelle scarpe per alleviare la stanchezza!

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