Sole e Luna

Sole e Luna

Aristotele dice che “alcuni filosofi ritengono che idee e numeri siano della medesima natura ed ammontano in tutto a 10”. Crediamo che questo sia sufficiente a dimostrare che la numerazione decimale era conosciuta tra loro almeno quattro secoli a.C., poiché Aristotele non sembra che tratti la questione come se fosse un’innovazione dei Neo-Pitagorici. Ma sappiamo altro ancora, noi sappiamo che l’umanità delle prime epoche arcaiche deve essersi servita del sistema decimale, perchè tutta la parte astronomica e geometrica del linguaggio sacerdotale segreto era basata sul numero 10, o combinazione dei principi maschile e femminile, e perchè la cosiddetta “Piramide di Cheope” è costruita secondo misure appartenenti a questa numerazione decimale, o piuttosto secondo i numeri semplici e le loro combinazioni con lo zero. Di questo però ne abbiamo parlato a sufficienza in “Iside Svelata”.
Il simbolismo delle Divinità Lunari e Solari è mescolato in modo così inesplicabile che è quasi impossibile separare gli uni dagli altri glifi, quali l’Uovo, il Loto e gli Animali “Sacri”. L’Ibis, per esempio, era altamente venerato in Egitto. Esso era consacrato ad Iside, che viene spesso rappresentata con la testa di quell’uccello; era pure consacrato a Mercurio o Thoth, che si diceva avesse assunto quella forma per fuggire da Tifone. Secondo Erodoto vi erano due specie di Ibis nell’Egitto; una completamente nera e l’altra bianca e nera. Si diceva che la prima combattese e sterminasse i serpenti alati che a primavera venivano dall’Arabia ed infestavano il paese. La seconda era consacrata alla Luna, perchè questo pianeta è bianco e brillante dal lato esterno, oscuro e nero dal lato che esso non rivolge mai alla Terra. Inoltre l’ibis uccide i serpenti terrestri e fa pure una orribile strage di uova di coccodrillo, salvando così l’Egitto dal pericolo che il Nilo venga eccessivamente infestato da questi orribili sauriani. Si crede che l’uccello faccia questo al chiaro di luna e sia, di conseguenza, aiutato da Iside, il cui simbolo siderale è appunto la Luna. Ma la verità esoterica più corretta sottostante a questi miti popolari è che Ermete, come spiega Abenefio, vegliava sugli egiziani sottoforma di quell’uccello, ed insegnava loro le arti. Ciò significa semplicemente che l’Ibis, possedeva, e possiede tuttora, delle proprietà “magiche” in comune con molti altri uccelli e specialmente l’albatros e con il mitico cigno bianco, il Cigno dell’Eternità o del Tempo, il Kalahansa.

Il Libro di Dzyan e D.S.
Parte II, L’evoluzione del Simbolismo, Sezione VI, L’Uovo del Mondo
Helena P. Blavatsky