6 – “Le ruote più antiche rotearono verso il basso e verso l’alto…”

… dobbiamo ritornare alla Cosmogonia. L’espressione “Ruote più antiche” si riferisce ai Mondi o Globi della nostra Catena (Planetaria) quali erano durante le Ronde precedenti. Questa stanza se spiegata esotericamente, apparirà del tutto incorporata nelle opere cabalistiche. In essa troveremo la storia esatta dell’evoluzione di quegli innumerevoli Globi che evolvono un Pralaya periodico e che vengono ricostruiti in nuove forme con materiale antico. Nella Cabala i Mondi vengono paragonati a scintille che sprizzano sotto il martello del grande Architetto – La Legge, Legge che governa tutti i Creatori inferiori. I tre piani superiori di coscienza (del sistema cabalistico e orientale) vengono rivelati e spiegati soltanto agli Iniziati. Quelli più in basso rappresentano i quattro piani inferiori – ed il più basso di tutti è il nostro piano o Universo visibile.
L’Archetipale (il primo dei quattro piani inferiori, quello più in alto che si trova tra i tre piani Superiori del Cosmo Settenario e gli altri tre piani inferiori) non deve essere preso qui nel senso attribuito dai Platonici, e cioè il mondo quale esisteva nella mente della Divinità, ma nel senso di primo modello di un mondo che doveva essere seguito e migliorato dai mondi che gli successero fisicamente, per quanto questi fossero degenerati dal punto di vista della purezza.
Questi sette piani corrispondono ai sette stati di coscienza nell’uomo. Egli deve porre in sintonia i tre stati superiori esistenti in lui con i tre piani superiori del Cosmo. Ma, prima di poter tentare questa sintonia, è necessario che egli ridesti questi tre “aspetti” alla vita ed all’attività.

Libro di Dzyan
Helena P. Blavatsky