Il segno dei Gemelli

Il segno dei Gemelli


Seconda parte.

Come dice Wilezkovski, i Gemelli rappresentano i rapporti con l’habitat e in genere tutti quei complessi di sensazioni che l’adoloscente cresciuto esperimenta ai primi contatti con la vita simbolizzano l’attrazione che esercita su di lui l’ambiente e l’angoscia per i pericoli che esso nasconde e dei quali prende coscienza.
Rappresentano il desiderio di conoscere, ma anche il dolore dell’esperienza, perchè conoscere non vuol dire soltanto assimilare e arricchirsi con il reale, ma anche abbandonare l’incoscienza, le illusioni, le gioie elementari e le calde sicurezze protettive dell’infanzia.
C’è dunque uno sdoppiamento doloroso, dove non gioca più l’idealismo iperattivo dell’Ariete né la spinta sensuale e dionisiaca del Toro.
Il tipo Gemelli – per rimanere nella metafora – non fugge come Frisso dinanzi ad un pericolo reale o immaginario, né cede alla voluttà del Toro, in lui, istinto vitale e istinto di conservazione si compenetrano a vicenda. Esso ragiona troppo, per abbandonarsi; la sua mistica è intrisa di razionalismo.
Nello schema psico-astrologico, il tipo Gemelli è di costituzione astenico-longilinea o normolineo leptosomo. Andrè Barbault introduce anche la definizione di tipo “superficiale-largo” riprendendola da Mournier, secondo il quale questo tipo astrologico ha una particolare labilità ricettiva. Mobilità e rapidità sono altre caratteristiche psicologiche del tipo Gemelli. Mobilità mentale, motoria e verbale che deriva dal bisogno interno di cambiamento che obbedisce a una attenzione che si sposta vivissima da un oggetto all’altro.
L’intelligenza è flessibile, generalmente viva, capace di adattamento, ma anche di evitare contatti profondi o esperienze troppo coinvolgenti.
Un simbolo noto di questa dualità è Arlecchino. Il tratto mercuriale adolescenziale dei Gemelli si trova nella disposizione a non prendere mai seriamente le cose e nel contempo a cercare tutte le sensazioni. Barbault fa una sottile osservazione: “All’interno del tipo Gemelli contano gli altri. E’ il prossimo che parla nella singolarità dei Gemelli. Esso soffre di essere soltanto se stesso; ha bisogno degli altri, ha bisogno di essere visto dagli altri, per sentirsi esistere e nutrirsi. La sua libertà esige l’approvazione degli altri. Quindi: essere per gli altri. Così in questa psiche Gemelli ci sono due esseri (giusto il mito di Castore e Polluce) che si fronteggiano: l’essere per sé e l’essere per gli altri. E qui nasce l’estranazione, la scissione possibile. In termini freudiani, talvolta si vede nell’oroscopo
astrologico, una scissione del tipo Gemelli tra Io e Super-Io.”
Nella sua caratterologia, Barbault considera il tipo Castore come un soggetto nervoso, emotivo-poco attivo con predominanza di valori luminari e mercuriali, espressione di fantasia e ingegno.
Vediamo quindi il Gemelli creativo, dotato di talento artistico, sentimentale, affettivo e molto capace di emozioni, perciò mutevole e vario nelle esperienze amorose. Invece, il tipo Polluce è un soggetto sanguigno, poco emotivo-attivo, ove predominano valori solari e giovenali.
Questo è il tipo Gemelli calmo, intellettuale, padrone di sé, vero “spirito senza anima” capace di controllare la vita affettiva con razionalizzazioni e difese talvolta al limite della indifferenza. Dotato di senso pratico, inventivo ma scettico, questo tipo si proietta facilmente nel futuro, mentre il tipo opposto vive soltanto il presente. Tuttavia, in reltà, non si trovano mai i due tipi così nettamente separati e schematici, poiché è sempre attiva la dialettica integrante della polarità.

Roberto Sicuteri
Astrologia e Mito, Simboli e miti dello Zodiaco nella Psicologia del Profondo