Il segno del Toro

Il segno del Toro


Seconda parte.

Nel culto di Mithra, appunto, il sacrificio del Toro è necessario perchè dal suo sangue si generasse vita nuova. Alla base del rapporto tra uomo – sia esso pastore o no – e la vacca, ci deve essere stato sicuramente un fondamento psicologico relativo al culto della “dea-madre”. Un rapporto di figlio con la madre.
Robertson vede una possibile fonte d’amore, nell’antica teosofia, tra il figlio e la madre anche nella variante di Mithra, il dio solare connesso al simbolo del Toro, di cui parleremo più avanti estesamente. Ricordiamo pertanto che Ade, Zeus e Poseidone si ricollegano direttamente alla triade vedica Mithra, Varuno e Indra, così da tenere presente lo sviluppo della simbologia taurina.
Il significato mitologico del Toro è vastissimo: esso appare in tutte le culture dell’area mediterranea, come simbolo di fertilità, nutrimento materno; in qualche caso, come vedremo, è assunto anche come espressione di una qualità solare. E’ utile qui tracciare un quadro abbastanza sintetico dei valori simbolici e culturali del Toro, per soffermarsi poi più estesamente sul mitologema centrale di questo segno: il culto di Mithra e il sacrificio del Toro, che a nostro avviso è sotteso a tutta la struttura psicologica e inconscia del tipo astrologico taurino. Per l’esattezza occorre precisare che il nome del dio Mithra ha due versioni: secondo il Veda indiano è scritto Mitra mentre nell’Avesta iranico compare una consonante: Mithra. Noi usiamo questa ultima essendo la versione più diffusa trapassata nell’area indo-europea e sostenuta dalle fonti della ricerca europea.
Nella mitologia egiziana il Toro è posto sotto la dominazione di Osiride e Iside, le grandi deità corrispondenti al Sole e alla Luna. Infatti possiamo vedere nel geroglifo del Toro un sole sormontato da una mezzaluna riversa: è il connubio del principio maschile con quello femminile come concetto di fertilità.

Roberto Sicuteri
Astrologia e Mito, Simboli e miti dello Zodiaco nella Psicologia del Profondo