Sole in Vergine

Sole in Vergine

L’estate comincia a cedere dopo la calura del Ferragosto e il 23 di agosto di ogni anno il Sole entra nella costellazione della Vergine.
Per la natura è il principio di una fase nuova, dove le messi sono ormai falciate, cadono bruciate dalla siccità, alle prime brezze settembrine. La sostanza, quindi, segna il ciclo di ritorno verso la essenza. La Vergine, sesto segno zodiacale, termina il primo grande ciclo evolutivo e conclude l’involuzione dell’essenza della materia e dell’entità in via di manifestarsi. Segna anche la transizione dalla fase dell’individuazione e della coscienza dell’Io-Non Io, alla fase della coscienza intuitiva dell’unità cosmica.
La psicologia del tipo Vergine è piuttosto complessa e il suo studio non è semplice date le ampie implicazioni simboliche ed è necessario demistificare la tendenza a svalutare astrologicamente questo segno – a torto ritenuto debole, sfortunato o negativo – che reca in sé enormi ambivalenze. La struttura più diffusa è ciclotimica-malinconica e la qualità mercuriale crea il soggetto nervoso, per cui la sfera mentale e psichica prevale di gran lunga su quella essenziale. Nel tipo Vergine si riscontra una diffusa difficoltà di adattamento alle relazioni con l’ambiente e alle esperienze. Spesso c’è una predisposizione all’inquietudine sorda e profonda che determina un continuo oscillare ansioso dagli stati di benessere a quelli di malessere, così come nel simbolo si passa dalla sterilità alla fecondità. L’atteggiamento mentale è selettivo, regolato da una accentuata sensibilità che sottintende una natura raffinata, talvolta veramente aristocratica, anche se occultata dal diniego.
In questo segno astrologico troviamo concentrato il pessimismo e talvolta il senso del catastrofico ossessivo: c’è Demetra come analogia simbolica, con la sua disperazione delirante e la fuga dal rapporto oggettivo col reale naturale. L’ “aridità” della Vergine rispecchia il rapporto della Dea con la terra, la quale, come abbiamo già detto, diviene arida e fredda a causa della follia materna di Demetra, nel suo errare, nella vana ricerca di Persefone, giunge a Eleusi nelle sembianze di una vecchia, e si presenta alla reggia del re Celeo. Costui le affida il figlio Trittolemo perché lo allevi. La Dea nutre il bambino con ambrosia e nottetempo, di nascosto, lo purifica col fuoco, per renderlo immortale.
Ma una volta scoperta dai genitori essa deve interrompere tali pratiche, rivela la propria divinità, ordina a Celeo di erigere un tempio in suo onore a Eleusi e dopo avere iniziato Trittolemo ai misteri eleusini, gli offre – appunto – la spiga di grano, gli insegna il modo di coltivarla e gli comanda di percorrere le vie del mondo, per insegnare l’agricoltura agli uomini e la civile convivenza.
Questo è il duplice aspetto della Vergine, è il suo lato creativo, vitale, ordinato secondo il principio di vita che si oppone alla Demetra-Ecate pessimista e nevrotica. Questo segno astrologico nega gli sviluppi naturali, per tentare ancora la conservazione del tema edipico, ma nel contempo accetta il ritmo dell’esistenza e ne crea le leggi. Per questo motivo, Mercurio-Hermes, il dio alato, è anche il pianeta della della Vergine, l’intelligenza ordinatrice, la ratio. Sul piano psicologico-oroscopico la Vergine realizza i simboli delle funzioni riconducibili all’attività, all’intelligenza e alla concretezza.

Astrologia e Mito
Simboli e miti dello Zodiaco nella Psicologia del Profondo
Roberto Sicuteri