Il segno del Leone

Il segno del Leone


Seconda Parte

In Babilonia o presso i Semiti, i leoni erano simboli dei tiranni e dei despoti, perchè trainavano il carro della Grande Madre o sbarravano il passo delle città, come alla Porta dei Leoni di Micene.
Il Leone zodiacale costituisce – secondo Barbault – una delle prime incarnazioni del verbo; uguale definizione ne dà Alice Bailey nel suo trattato dei Sette Raggi di Astrologia Esoterica: “Leo è il segno di Cristo e della Realtà interiore, quindi, per questo verso, indica un nuovo ciclo. Quando nasce la coscienza di sé (come quando si produce l’individuazione) comincia un altro ciclo”.
Il valore distruttivo della simbolica Leone-Sole è descritto da Jung nel suo studio sulla libido, quando parla del Sole leonino negativo della canicola estiva e secondo il mito, Sansone, dio solare, uccide il Leone per fermare la siccità e la moria delle greggi.
Sempre Jung riporta il leone come segno zodiacale della “concupiscentia effrenata” o del calore violento libidico. E’ chiaro che il Leone rappresenta anche l’ ”autosacrificio” di Dio.
Il mito più centrale che possiamo riferire a questo segno zodiacale è quello della prima fatica di Eracle: l’uccisione del leone di Nemea.
Per la psicologia e psicopatologia di questo grande segno zodiacale, ci sembra che Eracle (l’Ercole della mitologia romana) costituisca la personificazione emblematica della tipologia leonina.
In Eracle vediamo la storia individuale che nell’identificarsi nel ruolo dell’eroe inflaziona l’Io (Eracle vittorioso sui Mini eppoi divenuto un flagello per la Grecia intera) e in tal modo mette in pericolo la sua anima e il processo di individuazione. Nel comportamento di Era – turbata dai successi di Eracle – che fa impazzire l’eroe, vediamo la risposta dell’Anima. Soltanto quando Eracle sprofonda nelle tenebre dell’ombra personale – la sua pazzia feroce – inizia la presa di coscienza e riemerge in lui il senso del virile in luce. Non lo scatenamento indifferenziato della virilità, bensì l’integrazione graduale della energia nell’azione conscia può portare Eracle a realizzare se stesso in armonia con il suo prossimo. E qui vediamo l’aspetto positivo, solare del Leone. Così Eracle va a Delfi per interrogare l’oracolo (l’uomo che abbandona il comportamento inconscio e ritorna al dialogo col divino) e da qui va a Tirinto per servire quel re, Euristeo.

Roberto Sicuteri
Astrologia e Mito, Simboli e miti dello Zodiaco nella Psicologia del Profondo