Tema Natale

Tema Natale

Non c’è mai stato probabilmente un tempo nella storia della civiltà umana in cui il termine simbolo o il suo equivalente in qualunque lingua fosse tanto usato e con la stessa ampiezza di significati di oggi. Alcuni filosofi e psicologi hanno coniato altri termini nel tentativo di rendere più precisi questi significati. Le parole “simbolo” e “segno” sono state differenziate, e la distinzione è utile purchè non vengano stabiliti rigidi confini tra le due serie di significati. In termini approssimativi, un segno è un’indicazione deliberatamente formata che rivela che certe condizioni o circostanze sono da aspettarsi a un certo punto o a un certo tempo. Per esempio, i segnali stradali dicono all’automobilista che più avanti c’è una curva o un incrocio pericoloso, o che certe strade conducono in posti specifici. Un segnale, se preciso e accurato, è strettamente reale. E’ un modo convenzionale e socialmente comprensibile di presentare la realtà dei fatti.
I fatti, tuttavia, sono strane entità, e i diversi esseri umani vi rispondono differentemente a seconda del loro temperamento, aspettative o stati emotivi. Un “fatto semplice” può differire considerevolmente da un “fatto aspettato”. Il razionalista e lo scienziato possono pensare di trattare fatti semplici, ma questi fatti possono suscitare molte e svariate emozioni.
Se raggiungono una collettività di uomini in tempi speciali, il loro significato può essere esaltato o distorto e può irradiarsi in tante direzioni imprevedibili. La formula di Einstein, e=mc2, si riferisce a un puro fatto del campo atomico, la scoperta oggettiva di Einstein e la sua semplice esposizione però sono divenute un simbolo estremamente potente dello stato di esistenza che l’umanità ha raggiunto oggi. In realtà, una domanda basilare circa il valore ultimo di un certo tipo di conoscenza e della sua incauta e forse prematura divulgazione era implicita nell’equazione stessa.
Un simbolo è formulato quanto se ne ha un bisogno umano. Può essere un bisogno strettamente personale. Quando trattiamo un simbolo siamo in presenza di qualcosa che va al di là del razionale, qualcosa che è più di ciò che è, perchè il simbolo descrive non solo ciò che appare a livello razionale e oggettivo, ma anche la relazione fra uno specifico bisogno umano e la possibilità di soddisfare questo bisogno. I sogni psicologici e profetici di una persona particolare appartengono a questa categoria; essi portano all’individuo un’indicazione di una particolare condizione dell’esistenza, sia essa fisiologica, psicologica o sociale. Possono suggerire la risposta a un problema, forse fino ad allora compreso solo superficialmente. Il simbolo è centrato sulla persona.
Similmente per un astrologo umanistico, una carta natale è un simbolo centrato sulla persona. Vale a dire che esso porta un messaggio – la formulazione simbolica del dharma dell’individuo. Suggerisce il modo migliore per realizzare le innate potenzialità della sua personalità particolare e unica. E’ un simbolo, un mandala, o logos, una parola di potere. L’astrologia considerata da questo punto di vista è un linguaggio di simboli. Una carta di nascita è statica, tuttavia può essere “progressa” e riferita ai continui movimenti dei pianeti dopo la nascita (transiti). Nello stesso senso, un vero mandala è più di una figura geometrica statica; esso suggerisce un processo di svolgimento o, come potrebbe dire Jung, di “individuazione”.

Il ciclo delle Trasformazioni
Una reinterpretazione astrologica dei simboli sabiani
Dane Rudhyar